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| Molè - Rifugio Balma - Lago Sottano e Soprano - Molè Descrizione dellitinerario Dal bivio per la borgata Molè (bacheca del Parco), percorrere la strada asfaltata che in pochi minuti porta alle case e , davanti alla Chiesa dedicata a S. Antonio, svoltare a sinistra inmboccando il sentiero n° 415 che sale al Rifugio Balma (segnavia rossi) Superato il ripido pendio lungo un declivio prativo si raggiunge un boschetto di betulle e quindi la cresta morenica che conduce ai confini del Parco. Qui la vegetazione arborea (in prevalenza faggi) lascia il posto a quella arbustiva ed erbacea. Lasciati gli sfasciumi della Rocca di banti sulla vostra destra troverete una fontana abbeveratoio (acqua di fonte non controllata e certificata, ma potabile come normalmente lo sono in montagna tutte le acque che scgorgano da sorgente). Superato il Rifugio Balma seguire lindicazione di un palo segnaletico che indica i laghi della Balma, a sinistra (mentre a destra il sentiero prosegue al Monte Robinet). Poco distante dal Lago Soprano, in direzione Sud-Ovest, sgorga alla base di un masso, una sorgente. Il rientro è per la stessa strada della salita. Punti di Interesse Aspetti naturalistici La prima parte del vallone, appena entrati nellarea Parco, è lambiente ideale per la nidificazione del Gheppio. Non è raro lavvistamento, tra le pareti rocciose sovrastanti il sentiero, del gheppio, anche in coppia. In prossimità del Rifugio Balma (edificato sui ruderi del vecchio alpeggio preesistente) è possibile notare la rigogliosa vegetazione di tipo nitrofilo tipica delle aree adiacenti gli alpeggi e derivante dallaccumulo di azoto nel suolo contenuto nelle deiezioni degli animali un tempo monticanti in loco.In piena estate il pianoro circondante il Lago Soprano è costellato di piccole piante carnivore, le pinguicole, che catturano gli insetti con le loro foglie appiccicose; abbastanza di frequente si sente il fischio delle marmotte che hanno le loro tane nei pascoli pietrosi circostanti, oltre ai versi di gracchi e corvi imperiali. Non è raro lavvistamento di spioncelli, culbianchi, codirossi spazzacamino, ermellini (specie nei dintorni del rifugio) camosci, aquile e coturnici, queste ultime sui versanti esposti a sud.. Con un buon binocolo si può avere la fortuna di avvistare, sulla cresta a ovest del lago (Punta Loson, Monte Robinet) qualche stambecco [foto] (popolazione originata da un intervento di reintroduzione di esemplari provenienti dal Parco Nazionale del Gran Paradiso) e branchi di camosci.Aspetti geologici La prima parte del sentiero si inerpica lungo una brulla dorsale composta da materiale di accumulo trasportato dallantico ghiacciaio che, nellera quaternaria, ricopriva interamente il territorio del Parco.I resti degli antichi ghiacciai sono numerosi in tutte le vallate del Parco; lungo questo percorso si segnalano, notevoli per bellezza, i laghi Sottano e Soprano, posti rispettivamente a m 2098 e m 2211 s.l.m. Incisioni rupestri Sulla cresta morenica della prima parte dellitinerario si trovano diversi massi con incisi segni cruciformi, anche ramificati e complessi.In corrispondenza della bacheca del parco, con un buon binocolo, è possibile osservare nel vallone, sulla destra orografica, un grosso masso (detto Roc dlUrsi) recante più di una cinquantina di segni cruciformi risalenti ad epoca preistorica. |
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