| I fabbricati d'Alpe | Tracce del passato |
Le prime sistemazioni dei pastori dovevano essere molto precarie. Il toponimo Balma (= riparo sotto roccia) ricorre frequentemente ad indicare gli odierni alpeggi senza contare che simili sistemazioni erano ancora usate tra le due guerre mondiali. A partire dal medioevo i ripari sotto roccia cominciarono ad essere sostituiti da costruzioni in muratura più grandi e razionali che comprendevano anche ricoveri per gli animali. In questa fase di riorganizzazione ebbero grande importanza gli ordini religiosi, in particolare i monaci certosini di Montebenedetto Banda proprietari, allepoca, di enormi porzioni di montagna.Ogni alpeggio del Parco ha una sua storia particolare e diversa. La maggior parte di essi deve la propria attuale conformazione a ristrutturazioni effettuate nel XIX secolo. Alcuni sono stati recentemente ristrutturati e in qualche caso sono state aperte piste di accesso per facilitare la vita ai pastori, soprattutto per il trasporto di materiali, un tempo effettuato a dorso di mulo. Larchitettura dei fabbricati dalpe è esenziale, robusta, senza alcuna concessione a decorazioni o abbellimenti. I complessi più semplici sono costituiti solo da due edifici: quello destinato ad ospitare i pastori e la stalla. In altri alpeggi più grandi, le funzioni sono ripartite in più costruzioni: locali di abitazione, stalle per le vacche, locali per lavorare il latte, cantina per i formaggi, magazzino, stalla per i vitelli e talvolta cantina refrigerata con acqua corrente per conservare il burro e il latte. Ledificio più grande è sempre la stalla, costruita in modo da seguire la pendenza naturale del terreno perché allinterno viene fatta scorrere lacqua per la pulizia. I liquami raccolti in apposite canalette vengono convogliati nella concimaia e da qui distribuiti sui pascoli come concime. I materiali usati nella costruzione di queste strutture sono soltanto due: pietra e legno. La pietra è usata grezza o grossolanamente sbozzata per i muri, pavimenti, gradini, oppure sotto forma di lose, per la copertura dei tetti. In legno, quasi sempre in larice, sono le orditure dei tetti, le architravi e le poche suppellettili. |
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