| Riserva dell'Orrido di Chianocco | Riserve |
La Riserva dellOrrido di Chianocco, istituita allo scopo di tutelare lunica stazione sicuramente spontanea di leccio in Piemonte, si estende per 26 ettari nel territorio del comune di Chianocco. Comprende lomonimo orrido, una profonda incisione larga una decina di metri e profonda circa 50, scavata dal torrente Prebèc nelle rocce carbonatiche che caratterizzano questa parte della Valle Susa e una piccola parte del vallone sovrastante; va però detto che tutto il vallone del torrente Prebèc offre paesaggi e ambienti interessanti dove è possibile osservare numerosi fenomeni erosivi e le imponenti opere realizzate nei decenni dagli uomini per contrastarli. Il Prebèc nasce a quota 2400 metri per poi scorrere tra ingenti depositi morenici dove ha dato origine ad una profonda incisione a V larga 150 metri e lunga 700 detta Gran Gorgia e a caratteristiche piramidi derosione dette chouqué. Nellultimo tratto a monte del paese il torrente ha fortemente inciso la bastionata calcarea con una caratteristica forma a fiasco e sulle strapiombanti pareti sono ancora visibili i relitti delle marmitte dei giganti. Il corso dacqua è generalmente tranquillo e con portata esigua, ma dopo piogge intense o in caso di disgelo repentino trasporta a valle grandi quantità di materiale solido che in passato causarono straripamenti e danni ingenti. Pertanto, nel corso dei decenni, lungo tutto il corso del torrente sono state realizzate opere finalizzate alla regimazione delle acque che hanno compromesso la naturalità dellambiente anche allinterno della Riserva. Lesposizione a sud e il clima, caratterizzato da temperature estive piuttosto alte, scarse nevicate e limitata piovosità ha permesso la vita di diverse piante considerate tipiche del clima mediterraneo, rare in Piemonte e sui rilievi prealpini. La più appariscente è il leccio, ma nella riserva sono segnalate altre specie rare in Piemonte e caratteristiche di climi mediterranei o steppici: Adiantum capillus-veneris, Asplenium fontanum, Thesium divaricatum, Prunus mahaleb, Ononis pusilla. Data lesiguità del territorio protetto, la fauna non presenta particolari motivi dinteresse, si possono citare la nidificazione sulle pareti dellorrido del corvo imperiale e di una colonia di taccole.Recenti scavi archeologici hanno documentato linteresse archeologico dellarea con la scoperta di resti risalenti ad un arco di tempo che va dallEneolitico (IV-III millennio a.C.) fino alla media età del Bronzo (circa 1500 a.C.). Ai piedi della riserva, nellabitato di Chianocco, non mancano notevoli testimonianze storiche e artistiche, quali le due caseforti tardo medioevali, il romanico campanile di S. Pietro e Paolo risalente allXI secolo e lisolata chiesetta di S. Ippolito con affreschi del XV secolo. |
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