Fauna delle riserve Fauna
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Il fondovalle della Valle Susa, ampio e pianeggiante tra Chianocco e Susa, nel suo margine sinistro orografico s’impenna improvvisamente con bastionate calcaree alternate a praterie xeriche e terrazzamenti abbandonati.
La ristretta fascia altitudinale di cui ci stiamo occupando, tra i 500 metri del fondovalle e i 900 metri, è scarsa di opportunità alimentari per i grandi mammiferi e rappresenta soprattutto una zona di rifugio per i selvatici che trovano risorse alimentari negli ambienti circostanti.
È quindi possibile incontrare, soprattutto nelle vicinanze dei centri abitati e delle zone coltivate del fondovalle, volpi e tassi; nelle zone più inaccessibili rari cinghiali e caprioli, questi ultimi in lenta espansione. Dalle zone più alte, soprattutto in inverno, scendono nella riserva di Foresto i camosci che si spingono qui a quote insolitamente basse, a testimonianza che la loro presenza spesso limitata alle zone alpine è dovuta alla persecuzione da parte dell’uomo e non ad esigenze ecologiche della specie.

Per quanto riguarda l’erpetofauna sono presenti il ramarro, il biacco, la coronella austriaca, il colubro di Esculapio e la vipera.
È soprattutto l’avifauna a costituire motivo d’interesse. Sono più di cento le specie segnalate nella stretta fascia xerica che va da Chianocco a Mompantero: alcune possono essere osservate tutto l’anno, altre giungono in primavera per riprodursi, altre ancora si fermano brevemente o transitano durante la migrazione.
Molti uccelli osservabili sono comuni negli ambienti boschivi e di media montagna, ma in questo settore dell’arco alpino l’appassionato di ornitologia ha la possibilità di osservare specie rare in Piemonte e nel nord dell’Italia.
Gli ambienti xerici che caratterizzano questo settore dell’arco alpino, ospitano un’avifauna caratteristica: la coturnice, la tottavilla, il succiacapre, l’ortolano e, irregolarmente, la sterpazzolina e il calandro.
Alcune di queste specie sono molto difficili da contattare, mentre sarà più facile osservare l’avifauna rupicola: in estate i rondoni alpini e le rondini montane, in inverno il picchio muraiolo [foto] e durante tutto l’anno le taccole [foto], graziosi corvidi dagli occhi azzurri e il corvo imperiale.

Tra gli uccelli che costruiscono di preferenza il nido sulle pareti rocciose il più interessante è sicuramente il passero solitario, raro nel nord Italia, che con estrema regolarità torna in primavera a nidificare con una coppia sulle pareti calcaree di Foresto.
Tra i rapaci, fruttano le pareti rocciose il gheppio, il falco pellegrino e il gufo reale.
Per chi vuole approfondire proponiamo un elenco di specie segnalate con la relativa fenologia, vale a dire presenza durante l’anno, che può anche essere utilizzato come lista di controllo durante le escursioni.