| Cappelle, piloni votivi e arte sacra | Tracce del passato |
In tutto il territorio del Parco si trovano chiese e cappelle, con caratteristiche uniformi sul versante valsusino: si tratta della cappella delle Toglie e di Pian Cervetto (Bussoleno); Madonna della Saletta o Prà La Grangia (Mattie), Madonna della Neve sulla strada del Colle delle Finestre (Meana), Madonna della Neve a Pian dellOrso (Villarfocchiardo).Esse sono composte di un locale unico, in pietra legata con volta, quasi sempre di forma rettangolare, e presentano unampio riparo in facciata, formato da una grossa sporgenza del tetto, sostenuto da pilastri in pietra. Il tetto è in lose. Fa leggermente eccezione la chiesetta di Pian dellOrso, recentemente ristrutturata, dove il portico è chiuso da due lati e presenta due grosse aperture sul lato dingresso. Affiancato al locale dedicato al culto vi è una stanza agibile come ricovero di soccorso (si considera di accertarsi dellapertura presso il CAI di Villarfocchiardo che ne detiene la chiave). Su una delle vette più elevate della Val Sangone, il Monte Robinet, alla quota di m. 2679, sorse nel 1899 la cappella dedicata alla Madonna degli Angeli. Attraversate due guerre e subite numerose azioni di devastazione da parte di vandali indegni della salute che consente loro di raggiungere quella vetta, la cappella ed il suo bivacco necessitarono di interventi di restauro. Fu nel 1973 che si decise di avviare i lavori di ristrutturazione del rifugio ad essa annesso, grazie allo sforzo dei soci del CAI di Coazze; venne impiantata una teleferica con una campata di 500 metri, utilizzando come forza motrice dei secchi quali contrappesi per il materiale: quello a valle conteneva il materiale da sollevare, quello a monte dei sassi. Ovviamente anche i pellegrini in salita al monte in occasione della festa (che ricorre la prima domenica di agosto) trasportarono piccoli sacchi di cemento. I muli che vennero impiegati trentanni fa furono sostituiti nel 2001 dallelicottero, in occasione di una successiva ristrutturazione sia della cappella, che del rifugio.
Una caratteristica saliente delle borgate del Parco, specialmente in Val Sangone, è la presenza di piloni votivi eretti in prossimità delle case o lungo i sentieri di accesso alle stesse. Tutti presentano affreschi a tema religioso al loro interno e, in alcuni casi anche un piccolo ingresso, a scopo di riparo per il viandante, come il pilone di Pian Gorai (datato 1800). Su questo bel pianoro nel 1920 la famiglia Bramante, essendo tornati incolumi i suoi figli dalla guerra, ha fatto erigere la Cappella dedicata alla Madonna delle Grazie.Queste opere testimoniano la profonda religiosità degli abitanti delle vallate alpine. Anche in mancanza di una vera e propria chiesa, essi costituivano infatti un luogo dove pregare e ringraziare. Essi ancor oggi, come in passato, rappresentano un punto di riferimento e indicano la strada sia in senso materiale che metaforico.
Accanto ai piloni votivi sono da segnalare altresì diversi affreschi dipinti sulle pareti di alcune borgate. Si tratta di opere firmate da affrescatori locali come Michelangelo Bramante.Purtroppo lo stato di conservazione di questi affreschi è piuttosto precario: alcuni stanno scomparendo sotto lazione implacabile del tempo, così come le case diroccate che li ospitano. Croci e lapidi sono presenti, oltre che sulle vette, anche nellarea adiacente i Picchi del Pagliaio (Coazze), che, con i suoi tre torrioni rocciosi rappresenta una delle più rinomate e complete palestre di arrampicata nei dintorni di Torino. PER SAPERNE DI PIU OSTORERO Guido, Coazze Ognuno a suo modo, Edinfolio, Torino, 1980 MONTIFERRARI Silvio, I piloni di Coazze. Un patrimonio storico ed artistico da conservare, Melli, Borgone (TO), 1999 Associazione Comitato Pirandello Coazze, Album di Coazze. Immagini depoca in omaggio a Luigi Pirandello, Entreprise, Torino, 2001 RE Oreste, Alpeggi e borgate nelle vallate alpine, Susa Libri, SantAmbrogio (TO), 1999 AA.VV. , Guida alla Certosa di Montebenedetto e al parco delOrsiera-Rocciavrè, Edizioni CDA, Torino, 1995 GIULIANO Elio, Lorigine e la storia delle certose di Monte Benedetto e di Banda. Taccuini del Rocciavrè n° 1, Alzani Editore, Pinerolo, 2000
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